QUANDO HAI TUTTO MA NON IL TUO TUTTO…

Cosa spinge una giovane coppia di emigrati con un bambino di meno di 2 anni, con casa di proprietà (della banca…visto il mutuo trentennale), lavoro a tempo indeterminato, amici, bambino ben inserito all’asilo, a decidere di mollare tutto e a scegliere di emigrare una seconda volta?

Me lo sto chiedendo parecchio in queste settimane! Siamo arrivati a Barcellona il 2 agosto e nonostante stia andando tutto secondo i piani, certo non si può dire sia facile.

Cosa ci mancava in Olanda? Perchè abbiamo deciso di giocarci la nostra stabilità e tranquillità per l’ignoto? Per andare a vivere in una città che ben conoscevamo ma che alla fine non sapevamo veramente come sarebbe stato?

In questi 18 giorni abbiamo cercato e trovato casa, impresa non semplicissima, soprattutto in agosto. Siccome non amiamo le cose semplici abbiamo deciso pure di pitturarla…perchè a noi piace vivere in una bella casetta, pulita e sistemata secondo nostro gusto.(in futuro vi metterò qualche foto…mercoledì ci arrivano i mobili! evvaiiiii)

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il nostro piccolo aiutante

Abbiamo girato per numerosi uffici pubblici per svolgere le varie pratiche burocratiche…e ancora non abbiamo finito. Non si finisce mai!!! 😦

Siamo andati al mare, scoprendo di essere a pochi passi dalla spiaggia nudista de La Mar Bella, e siccome il mare qui è bellissimo e la spiaggia tranquilla ce ne freghiamo di tette e culi al vento e continuiamo ad andarci…e se ogni tanto abbiamo in pisello davanti agli occhi va bene lo mismo :-O

Abbiamo girato per i numerosi parchi di Poble Nou dove William ci sballa tra altalene, scivoli e biciclette o palle di altri bambini.

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I love my bike

Siamo stati alla festa di Gracia, sulla Ramba a pasear, alla Barceloneta, a vedere la Sagrada Familia che ormai conosciamo a memoria, a mangiare in diversi posti, e tante altre cose…

Domani inizierò a lavorare nella nuova azienda che 3 mesi fa ha deciso di darmi fiducia e rendere possibile tutto questo. Qui ci sentiamo a casa, la lingua, la gente, il clima, il cibo…forse era questo quello che ci mancava…il sentirci a casa! Non che i quasi 5 anni in Olanda siano stati un sacrificio, anzi, siamo sempre stati bene e saremo per sempre grati al paese dei tulipani per l’opportunità che ci ha dato di iniziare una nuova vita, ma forse, in fondo in fondo non ci siamo mai sentiti veramente a casa, e questo a lungo andare ha inziato a minare silenziosamente il nostro umore e la nostra serenità.

Non so come andrà qui ma comunque vada noi faremo del nostro meglio perchè sia un’esperienza positiva per noi e per il nostro bambino.

Presto chiuderò questo blog per aprirne uno nuovo dove vi racconterò di Barcellona e delle sue meraviglie…chi indovina il nome che ho in mente????

 

A presto!

 

Alessia

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FERVONO I PREPARATIVI

Mancano 20 giorni alla nostra partenza! Ancora non ci credo!

Lunedì è stato il mio ultimo giorno in ufficio, e venerdì sarà il mio ultimo giorno definitivo in Carlson Wagonlit. Sarò sempre grata a questa azienda e al mio manager. Hanno creduto in me e mi hanno accolta 4 anni e mezzo fa, senza un’esperienza lavorativa importante e con un inglese che lasciava molto a desiderare. Mi hanno insegnato tutto, hanno fatto si che mi sentissi a casa, che il mio inglese migliorasse giorno dopo giorno, così come le mie competenze professionali.

Mi hanno dato la possibilità di comprarmi una casa e avere un figlio. Questi 4 anni e mezzo con loro non sono stati sempre facili e bellissimi, ma mi hanno fatta crescere e mi hanno arricchita tantissimo.Porterò questa esperienza e i mie colleghi sempre nel cuore, anche se ci sono state volte che non li ho capiti, volte in cui avrei voluto mandarli a quel paese, volte in cui avrei lavorato volentieri altrove. I lavoro perfetto non esiste, se non per pochi fortunati. Il mio stipendio non è certo il piu’ alto in Olanda, soprattutto perchè il settore turistico non paga molto, ma in questi anni ho lavorato con persone sempre pronte ad aiutarmi (non tutte!) e con cui ridere e scherzare. Penso al baby shower che mi hanno organizzato o ai vari regali e pensieri per la gravidanza, alle risate al binario aspettando il treno, o alle chiacchierate in cucina mentre mi scaldavo il pranzo al microonde, e loro si facevano un triste panino con il formaggio 🙂

Non vi dimenticherò mai (non tutti ecco…qualcuno spero di dimenticarlo presto!). Grazie per essermi stati vicini quando non capivo niente e non riuscivo neanche ad esprimermi in maniera corretta, grazie per avermi aiutato quando ne avevo bisogno, semplicemente Grazie di tutto!

Dal 22 agosto inizierà la mia nuova avventura in un’altra azienda e spero di trovare altri colleghi disponibili e simpatici e  di sentirmi sempre a mio agio.

In queste settimane abbiamo chiuso le varie utenze, quelle chiudibili insomma come assicurazione sanitaria e telefono, e per l’annesima volta ho ringraziato di vivere in Olanda! L’organizzazione e la qualità dei vari servizi clienti è sempre stata ineccepibile. Abbiamo chiuso l’assicurazione auto via whats app, e l’abbonamento telefonico via chat. Ogni servizio clienti chiamato mi hanno parlato in inglese e in pochi minuti hanno risposto alle mie domande e risolto il mio problema. Credo che rimpiangerò tutto questo…anche se non so come sarà la burocrazia Catalana, credo che difficilmente si possa arrivare a questi livelli. Vi farò sapere….stay tuned! 😉

Per il resto che dirvi…in questi giorni c’è la mia migliore amica qui con me, in visita con la famiglia. Ieri siamo stati a Delft e come sempre mi ha affascinata! Troppo bella! Se capitate da queste parti andateci assolutamente.

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Delft

La maggior parte degli scatoloni è fatta, mancano giusto le cose che usiamo quotidianamente,ma avrò due settimane di tempo per finire tutto. La parte burocratica anche è praticamente a posto, manca solo vendere o affittare casa per chiudere il cerchio! Incrocini per noi!

Il tempo in questi giorni ci fa pensare sempre di piu’ di aver fatto la scelta giusta. Siamo al 13 di luglio e sembra ottobre. Giornate grigie, vento e pioggia la fanno da padrone. Da quando siamo tornati da Genova abbiamo potuto sfoggiare i nostri nuovi occhiali da sole in ben poche situazioni, ci rifaremo a Barcellona! Ho perennemente mal di gola e naso chiuso e William tossisce da quando siamo rientrati.

in giro per Rotterdam

direzione Swan Markt-Rotterdam

 

 

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Unlearning – La vita comincia alla fine della tua zona comfort

unlearning

E’ questo il titolo del film-documentario che ho appena visto. La storia di una famiglia  genovese che decide di mollare tutto per dedicarsi a un viaggio, alla scoperta di realtà diverse, di famiglie diverse, di persone che hanno deciso di cambiare completamente la loro vita. Senza soldi, senza auto, senza prenotazioni, senza piani!

Sono ancora un pò scossa, se vogliamo dirla così. Unlearning ti sbatte in faccia la dura e cruda realtà. Lavoriamo 8 ore al giorno, passiamo fuori casa 10 ore (se va bene), la sera siamo stanchi e parliamo solo di problemi, se non ci anestetizziamo davanti alla tv, vediamo i nostri figli 2 ore e deleghiamo la loro educazione a qualcun’altro, scuola, baby sitter, oratorio, etc.

Da quando è nato William ho sentito molto il richiamo della natura…allattamento materno, sonno condiviso, babywearing, ma anche alimentazione vegana, tagli agli sprechi, vita piu’ ecologica, lavorare meno per vivere di piu’. Nel mio piccolo sto cercando di fare qualcosa per scendere dalla ruota e vivere una vita felice, ma poi vedi un film del genere e sbam! Una secchiata di acqua fredda!

Per carità, mi ritengo lontanissima dallo stile hippy e da alcune reltà che Lucio, Anna e Gaya hanno incontrato nei loro 6 mesi di viaggio..per intenderci, non vivrei mai in una tribu’ di nudisti itinerante :-), ma la vita, come siamo abituati a viverla oggi, non mi piace tantissimo. Mi manca il vivere insieme agli altri, avere un contatto maggiore con la natura. L’essere piu’ che l’avere.

Credo sia importante rendersi conto che non bisogna essere per forza fricchettoni, con i rasta e i peli sotto le ascelle, vestiti colorati e a piedi scalzi, per non abbracciare completamente la società moderna. Credo sia comunque importante fare scelte consapevoli che possano migliorare noi stessi e il mondo che ci circonda. Penso che dobbiamo insegnare ai nostri figli il rispetto, per noi stessi, per gli altri, per gli animali e la natura, il non sprecare le risorse che abbiamo la fortuna di avere, di impegnarci per vivere prendendoci cura di noi, degli altri e dell’ambiente.

Ok forse non tutti possono mollare tutto e andare a vivere in un eco-villagio sperduto in Sicilia, a zappare la terra e impastare pane ( anche se molte volte ci ho pensato), o seguire una comunità itinerante in giro per il mondo. Abbiamo anni e anni di schemi mentali da smantellare per arrivare a quello, e forse non è neanche giusto che tutti ci arrivino.

Ci hanno inculcato che per essere felici dobbiamo avere…solo avere…soldi, casa, lavoro figo, vestiti fighi, giochi costosissimi per i nostri bambini. Tutto ciò che è “naturale” ci è stato lentamente cancellato dalle nostre teste…sì, un bel lavaggio di cervello! E quindi i bambini appena nati si tengono lontani dalle mamme e si “trasportano” nel passeggino piu’ caro che ci sia sul mercato (noi da buoni consumers abbiamo preso un trio Peg Perego full optional!), si alimentano a latte artificiale, che è la cosa migliore che ci sia, e si svezzano a 4 mesi a suon di omogenizzati, si riempono di giochi plasticosi e si rincoglioniscono davanti alla tv piena zeppa  di spot pubblicitari. Ricetta perfetta per crescere futuri consumatori perfetti, proprio come lo sono stati prima di loro i genitori!

Anche noi abbiamo fatto i nosti “errori”, quindi appunti vai di Peg Perego, set di biberon, che “se per caso non ho abbastanza latte almeno li ho già in casa”, sterilizzatore e via così. Per fortuna poi è nato William, e lui ci ha riportati sulla retta via. Lui ci ha insegnato che non serviva nulla di tutto quello che avevamo comprato o ci avevano regalato. Perchè davvero, non ci serve nulla per essere felici e stare bene, ce lo fanno solo credere, soprattutto quando si parla di neonati e bambini. Loro hanno solo bisogno dei genitori, del loro amore, e poche altre cose.

Mi sono dilungata troppo, scusate, sono ancora provata dal film dei miei nuovi amici, a cui offrireremo vitto e alloggio a Barcellona, ma ecco, volevo dire che nel nostro piccolo qualcosa possiamo farla. Possiamo in qualche modo dire no, io non accetto tutto questo. Possiamo decidere di cambiare radicalmente le nostre vite, ma anche solo rallentarne i ritmi, per goderci di piu’ il nostro tempo. Ce lo dobbiamo e lo dobbiamo ai nostri figli!

Il film non è scaricabile on-line ma potete vederlo durante il tour. Potete leggere tutti i dettagli del progetto e la loro storia su http://www.unlearning.it/  e seguirli su facebook  https://www.facebook.com/letsunlearning/.

 

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ESPATRIO PERFETTO…ESISTE???

Se esistesse il Manuale del perfetto espatrio forse lo avrei giá ordinato dal mio fedele amico Amazon. Del tipo “espatriare for dummies” o qualcosa del genere, un libro che mi aiuti a focalizzare le cose che devo fare e mi dica come farle, che mi dia consigli utili per evitare di perdere tempo e magari soldi. Ci vorrebbe una Bibbia moderna insomma, per chi molla una vita e un paese conosciuto (che sia il suo o meno non importa) per buttarsi in una vita nuova che non conosce e che forse lo spaventa anche un po’.

Ok visto che questo libro non esiste, e visto che sono sempre dell’idea che CHI FA DA SE FA PER TRE, questo decalogo (saranno piu’ o meno di dieci ???) ho deciso di farmelo io, dove? Qui ovviamente!

Partendo dal presupposto che abbiate già deciso paese e città dove vi volete trasferire, quindi tralasciando tutto ciò che potrebbe essere la ricerca del paese ideale per voi, secondo clima, economia, lavoro, welfare, etc, cerchiamo di capire cosa fare in vista di un trasferimento.

  • Come prima cosa contattare una ditta di traslochi internazioni (se avete tante cose e mobili) o ancor meglio richiedere preventivi multipli on line.Potete affidarvi anche a dei trasportatori indipendenti per risparmiare un pò. Noi abbiamo deciso di affidarci a una ditta spagnola che oltre ad averci fatto un buon prezzo , ci fa stare piu’ tranquilli in termini di sicurezza. Nel delirio delle mie paranoie mi sono detta “E se Pinco Pallo, trasportatore indipendente, ha un incidente il giorno prima del mio trasloco che faccio??? Ecco meglio spendere 300 euro in piu’ e dormire sonni tranquilli! E non gufargliela al povero Pinco Pallo!

Per noi questa è la prima volta. Quando ci siamo trasferiti in Olanda 4 anni e mezzo fa, lo abbiamo fatto con i nostri due trolley da 20 kg e basta. Non abbiamo contattato nessuna ditta, non avevamo mobili, non ci siamo portati nulla dietro, anche perchè inizialmente eravamo ospiti dalla nostra amica, quindi non avevamo bisogno di nulla, neanche della biancheria.

Oggi è diverso. abbiamo cose per la casa, libri che ci siamo comprati o portati negli anni, giochi di William e soprattutto vestiti…passiamo quindi al punto numero 2.

  • Parola d’ordine : decluttering!!! buttare, vendere, regalare. Decidete voi cosa fare, ma alleggeritevi il piu’ possibile. Noi abbiamo iniziato a mettere in vendita mobili e cose che non vogliamo portarci, e da domani (oggi sono arrivati i rinforzi da Cosenza:la suocera!) via alle grandi pulizie di primavera! Nel mobiletto del bagno ho schiume e gel che non uso da secoli…via! Per non parlare del guardaroba, maglie comprate da h&m almeno 6 o 7 anni fa, che non indosso da almeno 6/7 anni…via! Scarpe tenute nella scarpiera dai tempi della prima repubblica…via!

Una volta completata questa fase si possono iniziare a fare gli scatoloni

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Noi ci organizzeremo così:

  • 2 trolley grandi + 2 bagagli a mano con i vestiti estivi, il pc, la reflex, qualche gioco per William e tutte le cose di valore (gioielli, orologi,documenti,etc)
  • tutto il resto diviso negli scatoloni, stanza per stanza. Questa volta ho deciso che sarò organizzatissima e numererò tutti gli scatoloni e ci scriverò sopra che cosa contengono. Non come quando ci trasferimmo con la mia famiglia 15 anni fa….ancora adesso mia madre cerca cose e la frase tipica è “eh , si sono perse nel trasloco!!! oppure “Deve essere nello scatolone in cantina, dal trasloco!”  😉

 

  • Burocrazia, la parola che piu’ mi fa paura! Dopo 4 anni e mezzo in Olanda devo dire che la fobia per la burocrazia mi è un pò passata, ma ora che devo ripartire e chiudere tutto qui ,ad essere sinceri,  un pò mi sta tornando. Ho cercato di organizzarmi mentalmente per sottogruppi, del tipo:
  1. casa e bollette ( Internet, luce e gas, acqua, assicurazione, etc)
  2. noi (abbonamento cellulare, assicurazione medica, dentista, medico, conto bancario,etc)
  3. William (asilo)
  4. varie (comunicare al comune il trasferimento, contattare ufficio tasse per bloccare tutti gli aiuti, non che ne riceviamo chissà quanti, ma almeno il contributo per l’asilo, giusto per non ritrovarci a dover restituire questi soldi quando  William avrà 18 anni!

 

  • Questione casa. Noi abbiamo deciso di provare a venderla, per non avere un pensiero in piu’…speriamo di farcela in poco tempo, e di non rimetterci soldi. Se fossimo stati in affitto avremmo dovuto comunicare al padrone che ce ne saremmo andati e quando.

 

Quando arriveremo a Barcellona ci sarà da pensare alla burocrazia spagnola, quindi NIE, empadronamiento e seguridad social in primis, dopo di chè apertura conto, ricerca casa (per il primo mese abbiamo affittato un airb&b) e asilo per William. Vi tedierò piu’ avanti con questo!

Come dire…prevedo un paio di mesi di delirio! Ma vedo già la luce in fondo al tunnel….ah no scusate, quello è il sole!!!!! 🙂

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STA SUCCEDENDO DAVVERO???

Sono già passate 2 settimane da quando ho ricevuto LA mail.

Quella mail che tanto aspettavo e desideravo, perchè sapevo che quella mail avrebbe potuto cambiartmi la vita!

Non che io stia male qui, intendiamoci. Anzi, direi che stiamo piuttosto bene. Dopo 4 anni e mezzo abbiamo trovato la nostra condizione perfetta. Una casa stupenda in un quartiere tranquillo a misura d’uomo e bambino, amici meravigliosi, un asilo fantastico con tanto spazio fuori (anche se per pranzo danno un paninetto , ma vabbè, non si può avere tutto dalla vita), un lavoro part time per me, uno full time per Stefano, una stabilità economica tanto desiderata. Ci mancava solo il cane e poi il quadretto sarebbe stato perfetto.

Eppure c’era qualcosa che non ci faceva stare bene al 100%. Sicuramente vivere all’Estero ti fa sempre sentire la mancanza di qualcosa. Gli affetti di una vita, la famiglia, ma anche i tuoi profumi e sapori, i tuoi colori, ti mancano come non mai.

Il primo motivo che ci ha portati a decidere di cambiare vita un’altra volta è sicuramente il clima. In Olanda si vive bene , ma l’assenza quasi totale del sole e della bella stagione rende la vita a volte un pò difficile. Ci mancava il sole, il caldo, l’estate, le magliette a maniche corte, i bermuda. Ci mancava la vitamina D e non sopportavamo piu’ questo grigiore costante, questo cielo bianco che può durare settimane, la pioggerellina sottile, le 4 stagioni in un giorno, i termosifoni accesi anche d’estate.

Il secondo motivo che ci ha spinti a cercare un futuro a Barcellona è la lingua. In 4 anni e mezzo ahimè, non abbiamo imparato l’olandese, e adesso, con William toddler questa mancanza iniziava ad essere un problema. E’ un problema quando all’asilo la bimba affianco al tuo ti dice qualcosa che tu non capisci e lo è ai giardinetti quando bambini piu’ grandi strattonano il tuo piccolo di 20 mesi e tu non sai che dire e allora borbotti qualcosa in italiano venendo presa per una pazza da quel gruppetto di biondini dalla pelle cosi’ chiara da sembrare quasi trasperente.

Voglio esserci al 100% per mio figlio, oggi come domani. Voglio poter cantare con lui e gli altri compagniucci le canzoncine per bambini, voglio poter organizzare merende e feste, voglio poter comunicare con tutti senza scusarmi e domani voglio aiutarlo con i compiti, con la poesia da imparare a memoria o con la recita di fine anno.

Se fossimo rimasti qui tutto questo non sarebbe stato possibile, perchè noi, i suoi genitori, saremmo sempre rimasti chiusi nella nostra bolla. Magari negli anni qualcosa avremmo iniziato a dire, ma nel frattempo lui sarebbe andato avanti, e si sarebbe sentito sempre piu’ olandese . Già adesso mi risponde NEE e YA  :-O

Barcellona è sempre stata la nostra città del cuore. Soprattutto la mia, ma anche a Ste va bene direi . E’ una capitale europea che offre tutti i “comfort” di una grande città ma ogni quartiere mantiene la sua identità e la sua vita da “pueblo”.

Barcellona è una Genova al quadrato, anzi al cubo. Ha il mare ma anche le montagne. Ha un centro storico vibrante. E’ multiculturale. E’ vivace e colorata. Barcellona ha il cielo azzurro e il sole luminoso che tanto ci sono mancati.

Non sarà come essere a casa, ma sicuramente ci assomiglierà molto! E poi….c’è il monumento dedicato a Cristoforo…qualcosa vorrà pur dire!

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Monumento Cristoforo Colombo

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VITA DA EXPAT

Se 10 anni fa mi avessero chiesto dove mi sarei vista in 10 anni, non avrei avuto il benchè minimo dubbio: a Genova, possibilmente in Oregina, in un appartamento con il poggiolo vista mare, lavorando come organizzatrice di eventi.

Che poi a pensarci bene, già cosi’ sarebbe stato un ossimoro bello e buono…organizzazione di eventi, a Genova. Quali eventi?

Comunque, apparte questa piccola parentesi, torniamo al punto.

Mai e poi mai mi sarei immaginata all’estero, lontana dalla mia “comfort zone” di sempre, dalla mia famiglia, dalle mie abitudini, dai miei luoghi. Eppure la vita ti riserva varie sorprese e quella di vivere all’estero è stata per me sicuramente la piu’ importante.

Cosa ho imparato da quando vivo all’estero? Beh, in realtà un sacco di cose. Mi pento di non aver preso questa decisione prima.

Vivere in un paese straniero mi ha aperto la mente come non avrei mai creduto possibile. Mi da la possibilità di parlare piu’ lingue ogni giorno, perchè diciamocelo, se becco qualcuno che sa parlare lo spagnolo ci parlo in spagnolo, con la scusa di practicar un poquito. Ho conosciuto persone di tutto il mondo e con alcune sono nate bellissime amicizie. Do la possibilità a mio figlio di giocare con bambini di diverse nazionalità e cultura, di arricchirsi ogni giorno di piu’.

In questi  4 anni e mezzo ho imparato a stare da sola, a cavarmela, ma anche a fare amicizia con persone molto diverse da me, e ad accettare tali diversità.

Ho imparato che la famiglia non è solo quella che ti ritrovi di diritto, ma anche quella che ti crei strada facendo.  Stefano e William sono la mia nuova famiglia, Ciro e Michela  i miei fratelli, ma anche  Veronica, Fabio, Karen, Daniela, Marianna hanno un posto speciale nel mio cuore. Senza dimenticare Barbara e Maya, Nelly, Laura, Fanny . Grazie a loro mi sono sentita un pò meno sola, nel periodo piu’ importante della mia vita, la maternità.

Ho imparato che avere la mamma vicina è una gran figata, ma anche riuscire a fare tutto da sola lo è, forse addirittura di piu’.

Ho imparato che adesso ho due case, una a Rotterdam e una a Genova e che comunque vada non mi sento mai a casa completamente nè qui’ nè li’, ma non mi sento neanche estranea.leggi qui

Ho imparato ad essere pratica e pragmatica, a spiegare i problemi in una lingua che non è la mia nella maniera piu’ semplice possibile per poter trovare una soluzione nel modo piu’ rapido possibile.

Ho imparato che se il tuo collega olandese non ti aspetta per prendere il treno insieme, non lo fa perchè gli stai antipatica, ma perchè qui funziona cosi’. Ognuno per sè e Dio per tutti…qui sono individualisti, gentili e disponibili, ma pur sempre individualisti.

Perchè questo post riflessivo e smieloso direte voi, beh…perchè la vita a volte è davvero imprevedibile, e quando decide di sorprenderti sa davvero come farlo…e quindi….si riparte amici! Sta per iniziare una nuova avventura, in un nuovo paese che entrambi abbiamo nel cuore!

Dal 2 agosto ci trasferiremo in Spagna, a Barcellona per la precisione!

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Barcellona- Park Guell

Qualche settimana fa ho applicato ad un’offerta lavorativa allettante, senza crederci molto, e mi hanno presa! Era il nostro sogno e ce la stiamo facendo! Tutto è stato molto veloce e scioccante per tutti!

Lascio un paese che mi ha dato l’opportunità di iniziare una nuova vita. Lascio amici speciali che mi hanno accompagnata in questi 4 anni fantastici! Lascio un’azienda che ha creduto in me, quando nemmeno io lo facevo. Lascio Rotterdam, l’Olanda, paese che amo e che continuerò ad amare da lontano.

Rotterdam

Rotterdam skyline

Lascio la mia vita qui, per iniziarne una nuova li’. Saranno mesi difficili, di assestamento…ma alla fine sarà stupendo! Ne sono certa!

 

Hasta pronto amigos!

 

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SONO TORNATA!

Sono passati un pò di mesi dal mio ultimo post…ma soprattutto sono passati un BEL pò di mesi dal mio ultimo post dedicato alla corsa!

Da quando ho scoperto di essere incinta ho smesso di allenarmi (mea culpa!), mi sentivo piu’ stanca , lavoravo full time e complice il freddo inverno olandese e le fatiche della Maratona di New York, proprio non avevo voglia di uscire e correre, o anche solo camminare.

I mesi sono passati velocemente, poi è nato William e potete ben immaginare come sia stata presa dalla mia nuova vita da mamma. La corsa era l’ultimo dei miei pensieri,nella mia testa c’era posto solo per pannolini, poppate, ruttini, ansie, preoccupazioni, ecc ecc.

In men che non si dica sono passati 18 mesi, io ho ripreso a lavorare e William ha iniziato ad andare al day care 3 giorni la settimana. Abbiamo comprato casa, ci siamo trasferiti, abbiamo fatto qualche viaggetto, abbiamo imparato ad essere una famiglia.

E la corsa è stata dimenticata, abbandonata in un angolino. Sapevo che avevo bisogno di altro. Avevo bisogno di tempo, di abituarmi alla mia nuova vita e soprattutto avevo bisogno di sentire la sua mancanza per ri-innamorarmi di lei.

Ho perso i numerosi kg accumulati in gravidanza, ho completamente e drasticamente cambiato la mia alimentazione e oggi sono pronta per ripartire!

Ovviamente non potevo non rivolgermi nuovamente alla mia coach preferita, Julia Julia. Colei che ha creduto in me dal primo secondo e che mi ha sopportata e supportata per mesi prima della Maratona di New York.

Quindi da lunedi’ si riparte con gli allenamenti. Obiettivo : MEZZA MARATONA DI AMSTERDAM!

Anche questa volta CE LA FARO’!!!!

 

Alessia

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Napule è …

Napule è mille culure, Napule è mille paure

Napule è a voce de’ creature che saglie chianu chianu

E tu sai ca nun si sule

Napule è nu sole amaro Napule è addore e mare

Napule è na carta sporca e nisciuno se ne importa

E ognuno aspetta a ‘ciorta

Napule è na’ camminata, inte e viche miezo all’ ato

Napule è tutto nu’ suonno e a sape tutto ‘o munno

Ma nun sann’ a verità

Napule è mille culure, Napule è mille paure

Napule è nu sole amaro, Napule è addore è Mare

Napule è na carta sporca e nisciuno se ne importa

Napule è na’ camminata inte viche miezo all’ato

Napule è tutto nu suonno e a sape tutto o’ munnoù

Napule è mille culure, Napule è mille paure

Napule è nu sole amaro, Napule è addore è Mare…

 

Qualche settimana fa siamo stati un weekend a Napoli, ovviamente con i Ciri, nostri fedeli compagni di viaggio. In realtà siamo andati per festeggiare i primi 30 anni di Michelina (contiamo di esserci anche per  i secondi 30!) e con la scusa del compleanno ne abbiamo approfittato per conoscere la famosa Napoli.

Reduci da Gomorra, TG vari e terrorismo mediatico ci siamo rimasti un po’ male (ironico!) nel vedere la meravigliosa città che è. Apparte un gruppetto di 12 enni in scooter senza casco che usciva dai quartieri spagnoli il venerdì sera, una mezza rissa al ristorante la domenica, e qualche cartaccia per terra (a Genova il puzzo di urine varie nei vicoli è ben piu’ forte!) non abbiamo trovato la città da “terzo mondo” che ci aspettavamo!

Napoli è bella! Napoli è colorata! Napoli è Napoli!

Per molti versi mi ha ricordato Genova: una città di mare arrampicata sulla montagna, con il cielo azzurro e il mare blu. Il mio mare…quanto mi manca! Le viuzze del centro storico nelle quali ti perdi dopo 3 minuti, a meno che tu non sia autoctono. Le bancarelle di pesce fresco, i profumi di cibo ad ogni angolo, a Genova di focaccia, a Napoli di pizza…e che pizza!!!!

Ma ci sono anche alcune differenze, soprattutto una: Napoli è napoletana…e non è un gioco di parole! Genova non è (piu’) genovese, purtroppo. Non mi riferisco ai cittadini. L’immigrazione è una ricchezza…se ben gestita. A Genova purtroppo non sono stati in grado di farlo, così ci ritroviamo un centro storico deturpato, carico di negozi cinesi che vendono tutti le stesse cose, vestiti o casalinghi che sia.

A Napoli no. A Napoli  trovi bar, tantissimi bar, pizzerie, boutique, fruttivendoli, macellai, pescivendoli, calzolai, ferramenta…tutti rigorosamente napoletani! Tutto è estremamente armonioso a Napoli!

Immancabili gli altarini religiosi dedicati a Santi e Madonne…o a Maradona, a cui è dedicato un bar! Il Napoli calcio è una vera e propria religione a Napoli.

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Altare di Maradona

Abbiamo soggiornato in un bellissimo e nuovissimo B&B nel quartiere del Vomero. Consigliatissimo! E ci siamo spostati con metro e funicolari. Anche in questo caso ci siamo rimasti un po’ male (sempre ironico)…ci aspettavamo una metro mal odorante, vecchia e poco funzionale…e invece….ci siamo ritrovati una linea metropolitana moderna e funzionale (ascensori e rampe per disabili/passeggini) . Lo stesso discorso vale per la funicolare.

Napoli è una città enorme, non sto a dirvi le cose che abbiamo visto perchè rischierei di annoiarvi: Posillipo, spaccanapoli, il  tesoro di San Gennaro dal valore inestimabile, il Castello Maschio Angioino, il Castel dell’Ovo, il quartiere di Santa Lucia, Piazza del Plebiscito, i presepi di San Gregorio Armeno, il centro storico, etc.

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Piazza del Plebiscito

Due  giorni non bastano certo per visitarla tutta…ma sicuramente bastano per farti innamorare e farti venire la voglia di tornare!

Am a turnà! 😉

Alessia

 

 

 

 

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MEGLIO TARDI CHE MAI!

Che questo blog sia a un punto morto da qualche mese è ormai chiaro a tutti, me ne scuso con i lettori (fa figo dirlo…magari siete in 4 a leggermi :-)) ma in questo  periodo davvero non ho assolutamente tempo per scrivere post, o per pensare a cose interessanti di cui parlarvi.

Eppure un sacco di cose sono successe e soprattutto….cambiate!!!

Seguendo un ordine cronologico non saprei da dove iniziare, quindi inizio dalla fine e poi continuo a caso. Non me ne vogliate!

Siamo appena tornati da un weekend lungo a Barcellona…giuro che scriverò un post per parlarvi solo di questa, seppur corta, fuga in terra catalana!

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Qualche settimana fa mi hanno intervistata in radio! Purtroppo non la radio dei miei sogni, che tutti sapete quale essere, ma comunque una radio importante e seguita, Radio Kiss Kiss (qui il podcast se volete ascoltarmi)

In pratica era venerdi 18 settembre, e io ero in giro per Overschie con William, mio papà e zia Clara. Si perchè il giorno prima, il 17, era il compleanno di William, quindi avevamo tutti i nonni dall’Italia in visita. Mi vibra il telefono (perchè ovviamente il volume io non cel’ho mai alto, con relativi cazziatoni di Stefano) ed era un messaggio di Alessandro Castagna (nessuna parentela con il defunto Alberto…o almeno credo). Con lui collaboro (o collaboravo vista la mia latitanza) per Voglio virere così world . Mi chiedeva se ero disponibile per fare due chiacchiere con Danny per Radio Kiss Kiss…e figuriamoci se io dico di no…io adoro chiacchierare!

Un’oretta dopo mi ha chiamata questo Danny per registrare l’intervista. Io avevo William nel marsupio davanti e stavo camminando a passo svelto per tornare a casa. Il bambino doveva ancora mangiare e dovevamo portarlo all’asilo per la festa del suo compleanno..quindi come al solito ero di corsa!

Le solite domande, le sentirete nel podcast, come siamo finiti qui, cosa facciamo, come stiamo. E’ stato molto carino e simpatico…anche se a fine registrazione avevo il fiatone! 🙂

IL COMPLEANNO DEL ROYAL BABY:

William ha compiuto appunto 1 ANNO poche settimane fa. Per l’occasione come dicevo sono venuti nonni e zii…e come ogni compleanno Royal che si rispetti, abbiamo festeggiato per 3 giorni!!!!

Il giovedì a casa tra di noi, con piccola tortina di nonna Mimma. Abbiamo cantato la canzoncina almeno quelle 10 volte nell’arco delle 24 ore… è stato molto emozionante. Il primo compleanno è speciale!

Il venerdì i festeggiamenti sono proseguiti all’asilo, tra canzoncini e filastrocche in dutch di cui non ho capito un acca…ma ho fatto foto e ho partecipato con tanto di applausi e sorrisi…ovviamente mi sono commossa anche il venerdì. La lacrimuccia del giovedì sera non l’ho neanche nominata perchè era data per scontata.

E infine il sabato abbiamo festeggiato con tutti gli amici. Abbiamo affittato una parte di un play ground (avete presente i giardinetti italiani???? Ecco scordateveli!!! Qui i giardinetti sono parchi giochi INFINITI e recintati con tanto di bagni e bar). Nonna Mimma ha preparato torte salate, focacce e altri manicaretti…e tutti sono rimasti a bocca aperte, e stomaco pieno!!!!

La torta però volevo che fosse speciale, così mi sono rivolta ad un’atellier di cake design (Dunya ) per avere una torta Vegan al 100% (avrei voluto che anche il rinfresco fosse vegan al 100% ma con mia madre in agguato non era proprio possibile…sono riuscita ad ottenere una versione vegetariana. PS Ho dovuto combattere con le unghie e con i denti per non farle mettere il tonno nell’insalata russa!!!!   :-/).

compleanno William

Che altre cose sono successe in questi mesi di silenzio, fatemi pensare. Ah si…abbiamo comprato casa!!!! Finalmente non dobbiamo piu’ combattere con problemi di spazio…abbiamo una splendida casetta su 2 piani, di 100 mq. Luminosa, ariosa, spaziosa…semplicemente MERAVIGLIOSA!!!!

Ci siamo concessi un weekend ad Aprile nelle Fiandre, Anversa e Bruxelles per la precisione, con gli zii Ciri! Una squadra…una garanzia! Non so come e non so quando, ma proverò a dedicare a questo viaggetto un post.

Per il resto viviamo la solita vita. Io sono tornata al lavoro per 3 giorni alla settimana. William va, come già detto, all’asilo, accompagnato da papà Stefano che è diventato il taxista ufficiale della famiglia. Prima mamma in stazione e poi fagiolino a scuola! Apparte il primo periodo di assestamento, nel quale non dormiva niente , adesso va alla grande. E’ affezionato alle maestre e gioca con gli altri bimbi…l’idea che parlerà una lingua che io non capisco a volte mi spaventa…ma per il momento cerco di non pensarci.

Che dite vi ho raccontato abbastanza cose? 🙂

Adesso vediamo quanti mesi stiamo fino al prossimo post! ahahahahah

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#SAM 2015

Siamo alle fine della SETTIMANA MONDIALE PER L’ALLATTAMENTO MATERNO che si celebra ogni anno dal 1 al 7 ottobre. Durante questa settimana parecchie sono le iniziative di enti, governi e mamme per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere l’allattamento al seno.

Personalmente, come vi avevo forse già accennato, non pensavo che allattare fosse così difficile e complicato e che soprattutto fosse così poco diffuso e sostenuto. Da ignorante della tetta pensavo che allattare fosse una cosa normalissima e che solo pochissime persone usavano il latte artificiale, in caso di cesareo o altri problemi. Eppure mia mamma mi ha allattata per 14 mesi e io sono nata grazie a un cesareo miracoloso. :-/ DOH! Mi rendo conto oggi, dopo averci sbattuto la faccia, di quanta ignoranza ci sia ancora, nel 2015, sull’argomento.

Sto leggendo “Un dono per tutta la vita” di Gonzales e lo trovo illuminante. Dovrebbero venderlo insieme al test di gravidanza in farmacia…forse molti problemi si eviterebbero o si risolverebbero sul nascere. Le paranoie di avere poco latte, l’idea che un bambino possa preferire un biberon con una tettarella di gomma al capezzolo della mamma perchè è piu’ facile, la credenza che le coliche vengono se il latte è troppo grasso o se la mamma ha mangiato il cavolo, la tendenza a svezzare intorno ai 4 mesi perchè tanto va bene così e il latte non è piu’ buono , e altre mille cose sentite in questi mesi…beh se tutti leggessimo questo libro e ci informassimo con largo anticipo forse queste cazzate smetterebbero di circolare! Si perchè sono cazzate belle e buone, e noi mamme da un lato abbiamo la “scusante” di essere nel momento piu’ difficile della nostra vista , con un subbuglio ormonale in corso, per cui crediamo anche alla giornalaia sotto casa che ci racconta la storia della cugina della zia della sorella che come noi aveva il bambino attaccato al seno quelle 16 ore al giorno per cui significava non esserci abbastanza latte, o alla cassiera del supermercato che ci dice che la cognata della cugina della compagnia delle elementari aveva un latte poco nutriente ed aveva fatto le analisi in laboratorio che dimostravano appunto che il latte non andava bene, ma credo anche che nel 2015, tutte con un titolo di studio minimo che va dalla maturità a un mega master in Economic business markering e ingegneria, abbiamo l’obbligo morale di informarci ed essere preparate perchè allattare non è un qualcosa di eccezionale per poche elette, allattare è o per lo meno dovrebbe essere , la normalità.

Una giraffa, un’ippopotama, una leonessa, una gazzella, una delfina non hanno bisogno di leggere libri e non si pongono il problema di non avere abbastanza latte per i loro cuccioli. Semplicemente quando il giraffino nasce si attacca alla mammela e ciuccia…finchè vuole, per quanto tempo vuole, ogni quanto vuole. Non c’è la nonna giraffa, la zia tigre, la cugina rinoceronta (?!?)o il pediatra sciacallo, a dire quanto, per quanto e ogni quanto poppare…la natura detterà le regole.

Allora perchè noi dobbiamo, pur essendo mammiferi, storpiare la natura? Quando abbiamo deciso che le mamme non possono allattare i propri cuccioli come madre natura ha previsto? Quando abbiamo deciso che allattare in pubblico non va bene e bisogna coprirsi e mettersi in disparte? Quando abbiamo deciso che un neonato di pochi giorni deve rispettare una tabella di marcia serratissima nella quale gli diciamo noi quando e quanto mangiare? Quando abbiamo smesso di sapere che il seno non è solo cibo ma anche calore, calma e protezione?

Io queste domande me le pongo ogni giorno, soprattutto adesso che ho iniziato un percorso per diventare PEER nell’allattamento. Perchè questi attacchi li ho ricevuti anche io. Spesso sono le persone piu’ vicine che ti mettono dubbi in testa e certo non lo fanno con cattiveria. Tutto è nuovo, tu sei appena diventata mamma e hai questo frugoletto tra le braccia e ti preoccupi che mangi a sufficienza e che cresca. E come te si preoccupa tua madre e tua zia che al primo vaggito si interrogano che tu abbia abbastanza latte per quello che prima di tutto è il loro nipotino e poi tuo figlio J

Ma l’inquisizione spagnola non si ferma certo alle 4 mura domestiche…continua con la vicina di casa che ti fa la classica domanda “ALLATTI???? NE HAI ABBASTANZA???? No perchè mia figlia poverina ha allattato solo 3 settimane e poi le è andato via…” o al supermercato con la panettiera che sentendo il piccolo mugugnare da dentro la fascia ti fa “AVRA’ MICA FAME???”….e tu in panico a chiederti come possa aver ANCORA fame visto che lo hai allattato per un’ora fino a 5 minuti prima.

Ecco credo che la gente dovrebbe smettere di parlare e iniziare ad informarsi. Se tutti fossimo informati la cazzate di cui sopra smetterebbero di circolare.

Allattare dovrebbe diventare la normalità e non un’eccezione. Chi allatta non è nè un super eroe nè una super fortunata (magari….avrei già tentato la sorte giorcando al superenalotto), ma semplicemente una MAMMA che segue il suo istinto e fa la cosa per cui è stata programmata: NUTRIRE IL PROPRIO CUCCIOLO.

Quando incontrate una mamma non chiedetele nulla, non è affar vostro se allatta o meno…ma se sapete che allatta non dite mai nulla che possa metterle dubbi o paranoie in testa.

E voi mamme che allattate continuate a farlo, sempre e ovunque, senza timore ne vergogna.

Allattare deve tornare ad essere la normalità. Solo allattando il piu’ possibile e trasmettendo informazioni corrette le generazioni future allatteranno senza problemi  e  FALSI MITI. Le bambine devono vedere le loro mamme e le loro zie allattare, e lo stesso i bambini. Un giorno saranno mamme e papà e l’allattamento si fa in due, anzi in 3: mamma, papà e figlio/a.

Io e William non saremmo arrivati a 12 mesi di tetta se papà Stefano non ci avesse sostenuti e supportati lungo il nostro cammino. Se non avesse pazientemente preparato la cena di ritorno dal lavoro perchè noi eravamo impegnati nella nostra danza; se non avesse accettato di dormire con un fagiolino nel letto perchè a me veniva comodo allattarlo da sdraiata e poi abbandonarmi al sonno abbracciata al mio cucciolo; se  non  avesse sempre sostenuto i benefici dell’allattamento al seno , fisici e psicologici. Grazie a lui per non essersi fatto prendere dalla gelosia (come si può essere gelosi del proprio figlio???) e dall’”egoismo” di voler allattare anche lui perchè non è giusto escludere l’uomo, il papà, da questa importante attività. Giuro che ho sentito anche questo in questi mesi…” NON è GIUSTO CHE SOLO LA MAMMA ALLATTI, CON IL BIBERON PUO’ ALLATTARE ANCHE IL PAPA’  E AVERE QUINDI UN MOMENTO SPECIALE CON IL FIGLIO ANCHE LUI”….eh no miei cari…il papà non deve allattare, per natura il papà protegge la mamma e il cucciolo, fa la guardia, procura la cena, prepara la tana…ma NON ALLATTA!

Questo è il mio punto di vista e spesso mi sono scontrata con diverse persone per come la penso…ma questo è quanto, o mi odi o mi ami. Chi mi conosce sa che non sono falsa e ipocrita e che se la penso in un determinato modo non riesco a nascondere le mie idee per fare “quella” diplomatica. In principio l’allattamento è stato difficile, difficilissimo e mi ha fatto mettere molto in discussione con me stessa, con la paura di non farcela, di non essere abbastanza, di non saper nutrire mio figlio. Per fortuna sono una gran testona e così come dal nulla, affidandomi ad una professionista, sono riuscita a correre una MARATONA, mi sono detta VINCO ANCHE QUESTA SFIDA… e dopo 12 mesi direi che ce la sto facendo alla grande!

PS: La prossima volta parleremo di allattamento a termine  e lì si che ci sarà da ridere. Perchè se c’è tanta ignoranza sull’allattamento in generale, dopo qualche mese l’ignoranza cammina a braccetto con il pregiudizio. Anche qui le cazzate e i luoghi comuni si sprecano: “Ma ancora allatti?” “Fino a quando vuoi allattare?” “Guarda che così ti cresce mammone!” “Se non gli togli la tetta non dormirà mai da solo nel suo lettino”… e quella piu’ bella, la piu’ originale e simpatica “dopo i 6 mesi  IL LATTE DIVENTA ACQUA!!!!!”

babywearing & allattamento nella Sagrada Familia

babywearing & allattamento nella Sagrada Familia

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